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Una cosa mai vista, mondo sconvolto: Sinner l’ha fatta grossa

Jannik Sinner
Una cosa mai vista, mondo sconvolto: Sinner l'ha fatta grossa - stadiotorino.it (screen Youtube)

Che Sinner sia abituato a stupire ormai non è certo una novità. Stavolta però l’altoatesino l’ha combinata veramente grossa: mondo del tennis sconvolto.

Nel tennis italiano esistono stagioni che passano, e poi esistono cicli che cambiano la percezione di uno sport. Il percorso di Jannik Sinner appartiene senza dubbio alla seconda categoria. A distanza di pochi anni dal suo ingresso stabile nel circuito maggiore, l’altoatesino non è più soltanto il simbolo di una generazione, ma un riferimento strutturale del tennis mondiale. I numeri raccontano una crescita costante e inesorabile: titoli Slam, Masters 1000, ATP Finals, Coppa Davis.

Trofei che non sono arrivati per accumulo casuale, ma come naturale conseguenza di un’evoluzione tecnica, fisica e mentale. Sinner ha vinto su tutte le superfici, ha battuto sistematicamente i migliori del mondo e ha portato l’Italia dove non era mai stata. Il doppio trionfo all’Australian Open (2024 e 2025), il successo agli US Open 2024 e la consacrazione a Wimbledon 2025 hanno costruito un palmarès che, a soli 23 anni, lo colloca già tra i più vincenti di sempre nella storia del tennis azzurro. A questo si aggiungono le ATP Finals vinte nel 2024 e nel 2025, oltre ai cinque Masters 1000, tra cui Parigi-Bercy, Miami e Cincinnati, che hanno certificato la sua continuità ad altissimo livello.

Nemmeno la sospensione dello scorso anno legata al caso Clostebol ha realmente interrotto la sua traiettoria. Al rientro, Sinner ha mostrato una maturità ancora maggiore, tornando competitivo fin da subito e confermando una solidità che oggi lo rende una certezza più che una promessa. Il 2026, però, si apre con una nuova sfida: riconquistare la vetta del ranking ATP, attualmente occupata da Carlos Alcaraz. Un duello che va oltre i numeri e che rappresenta il motore narrativo del tennis contemporaneo. Ed è proprio da chi ha vissuto qualcosa di simile che arrivano parole dal peso specifico enorme.

Sinner è un monumento italiano, Tomba: “Livelli mai visti”

Alberto Tomba, in un’intervista all’Adnkronos, ha tracciato un parallelo diretto tra la propria esperienza e quella di Sinner, riconoscendone l’impatto nazionale e internazionale.
Io a 21 anni ho vinto le Olimpiadi, Sinner a 23 i primi Slam. Complimenti a lui, è fortissimo – ha dichiarato l’ex sciatore – Lui e Alcaraz sono grandiosi, da soli al comando. Jannik ha il merito di aver portato il tennis a livelli mai visti in Italia. Parole che assumono un valore ancora più profondo se si considera chi le pronuncia. Al di là dei risultati, Sinner è diventato un fenomeno culturale. Ha portato il tennis al centro del dibattito sportivo italiano, ampliandone il pubblico e abbattendo definitivamente l’idea di sport elitario. Un ruolo che, nella storia dello sport italiano, è toccato solo a pochissimi.

Jannik Sinner

Sinner è un monumento italiano, Tomba: “Livelli mai visti” – stadiotorino.it (screen Youtube)

Tomba non è stato soltanto uno dei più grandi sciatori di sempre, ma un’icona capace di trasformare lo sci alpino in un fenomeno popolare, seguito da milioni di italiani ogni weekend. La sua “Bomba”, negli anni ’80 e ’90, ha fatto esattamente ciò che oggi Sinner sta facendo con la racchetta: rendere uno sport globale, accessibile, centrale. Il riconoscimento di Tomba suggella definitivamente lo status di Sinner come monumento sportivo nazionale. Al netto delle polemiche sulle origini, sulla residenza o sulle scelte personali, resta un dato incontestabile: l’Italia del tennis non è mai stata così in alto. E il 2026 non è un punto d’arrivo, ma l’ennesimo banco di prova per un campione che ha già dimostrato di saper convivere con la pressione, le aspettative e la storia.

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