Per la giovanissima D’Antonio non sarà un esordio olimpico da ricordare. La sciatrice partenopea deve dire addio alle Olimpiadi.
L’ascesa meteorica di Giada D’Antonio, la “Shiffrin del Vesuvio”, si è scontrata negli ultimi mesi con una narrazione che ha oscillato vertiginosamente tra l’entusiasmo per il talento puro e il rigore della critica più conservatrice. A soli 16 anni, l’atleta napoletana si è presentata a Milano-Cortina 2026 non solo come la più giovane della spedizione azzurra, ma come il centro gravitazionale di un dibattito tecnico-politico senza precedenti. La sua convocazione, fortemente voluta dalla FISI per blindare un prospetto considerato generazionale, ha sollevato un polverone di polemiche guidato da figure di spicco dello sci mondiale, come Ninna Quario. La critica principale riguardava le “credenziali”: l’aver saltato i canonici passaggi in Coppa Europa per approdare direttamente al palcoscenico olimpico è stato letto da molti come un azzardo pericoloso, capace di esporre una ragazzina del 2009 a una pressione mediatica e atletica sproporzionata.
Se da un lato il CONI ha difeso la scelta parlando di un investimento sul futuro volto a evitare “fughe” verso altre federazioni, dall’altro gli scettici hanno puntato il dito sui risultati ancora acerbi in Coppa del Mondo. Il debutto nella combinata a squadre dello scorso 10 febbraio, terminato con un’uscita prematura dopo poche porte, sembrava aver dato ragione ai detrattori, alimentando il sospetto che il palcoscenico di casa fosse, in questo momento, un abito troppo largo per le sue giovani spalle. Ora per la giovane azzurra poco contano le polemiche, perché a preoccupare sono le sue condizioni dopo il grave infortunio.
D’Antonio dice addio alle Olimpiadi: rottura del legamento
Il destino, tuttavia, ha deciso di troncare la discussione con la spietatezza che solo lo sport agonistico sa mostrare. Durante una sessione di allenamento in gigante sulle nevi di Dobbiaco, Giada D’Antonio è andata incontro a un incidente che ha gelato lo staff tecnico azzurro. Secondo le prime ricostruzioni, la giovane sciatrice ha inforcato durante una sequenza di porte strette, subendo una torsione innaturale del ginocchio destro prima di finire sulla neve. L’immediato intervento dei soccorritori e il successivo trasferimento per gli accertamenti hanno confermato i timori della vigilia: la risonanza magnetica ha evidenziato un trauma distorsivo severo con una sospetta rottura del legamento crociato anteriore.

D’Antonio dice addio alle Olimpiadi: rottura del legamento – stadiotorino.it (Pixabay)
Per quanto la Commissione Medica si sia riservata un verdetto definitivo dopo ulteriori valutazioni pomeridiane, l’orizzonte olimpico per la D’Antonio si è chiuso bruscamente tra i ghiacci pusteresi. Questo infortunio non rappresenta solo una battuta d’arresto fisica per un’atleta giovanissima, ma riapre con forza il processo alla gestione del rischio nei confronti dei talenti precoci. Con il sogno di Milano-Cortina che sfuma in un’infermeria, resta da capire come il sistema sci Italia saprà proteggere e ricostruire una ragazza che, a sedici anni, ha già conosciuto il lato più oscuro della gloria sportiva: quello in cui il corpo cede sotto il peso di aspettative che, forse, erano state caricate troppo presto sulla linea di partenza.








