Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina tra emozioni e polemiche: De Giorgi sbotta e il caso Rai riaccende il dibattito.
Dovevano essere i Giochi dell’orgoglio italiano, della rinascita sportiva e dell’immagine internazionale rilanciata in mondovisione. E in parte lo sono, senza ombra di dubbio. Però, diciamolo chiaramente, attorno alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina continuano ad addensarsi nuvole che nulla hanno a che fare con le gare, con i tempi sul cronometro o con le medaglie vinte sul campo. Dopo il siparietto tra Tomba e Goggia che ha acceso il gossip e diviso i social, ora è un’altra vicenda a scuotere l’ambiente azzurro. Stavolta, però, il tono è decisamente meno leggero e molto più pungente.
Perché quando si tocca l’orgoglio di un movimento sportivo che negli ultimi anni ha scritto pagine di storia, la reazione non può che essere forte. E infatti, a distanza di alcuni giorni, la polemica nata durante la cerimonia di apertura a San Siro non accenna a spegnersi. Nel mirino è finita una “gaffe” del telecronista Rai che, in diretta televisiva, non ha riconosciuto tre protagonisti della pallavolo italiana, Simone Anzani, Luca Porro e Simone Giannelli, scelti come tedofori per l’evento inaugurale dei Giochi. Un momento solenne, simbolico, che avrebbe dovuto rappresentare il coronamento di un percorso straordinario.
Olimpiadi tra critiche e polemiche: De Giorgi ha parole al vetriolo
Il fatto ha inevitabilmente lasciato l’amaro in bocca, e a dirlo senza giri di parole è stato Ferdinando De Giorgi. Il commissario tecnico dell’Italvolley, intervenuto a Casa Italia, non ha usato mezzi termini. Le sue parole sono arrivate come una stoccata, cariche di delusione ma anche di una lucidità che non lascia spazio a fraintendimenti. “Insomma, un po’ di più ci si poteva sforzare – ha detto De Giorgi tornando sull’argomento –, anche perché era per noi pallavolisti un momento di grandissimo orgoglio, era un riconoscimento importantissimo per il nostro movimento. Poi siamo tornati subito con i piedi sulla Terra perché non ci hanno riconosciuti”.

Critiche e polemiche sulle Olimpiadi: parla De Giorgi (Foto IG @ferdinandodegiorgi – stadiotorino.it)
Una frase che pesa, eccome se pesa. Perché dietro quell’ironia amara si nasconde la sensazione di un’occasione mancata. De Giorgi ha voluto anche ricordare come “il 2025 per la pallavolo italiana è stato un anno storico”, sottolineando implicitamente quanto quel riconoscimento avesse un valore simbolico enorme. Non si trattava solo di tre atleti che portavano una torcia, ma di un intero movimento che negli ultimi anni ha riportato l’Italia ai vertici mondiali.
Il ct non ha nascosto che “qualcuno dei ragazzi ci è rimasto male”. Ed è comprensibile, perché chi vive lo sport ad altissimo livello sa quanto contino i dettagli, quanto pesino i momenti di celebrazione pubblica. In un’Olimpiade che dovrebbe unire, celebrare e valorizzare l’eccellenza italiana, una distrazione del genere finisce per trasformarsi in un caso nazionale.
Così, mentre le gare proseguono e gli atleti continuano a inseguire medaglie e sogni, il dibattito resta acceso. Le Olimpiadi di Milano-Cortina rischiano, paradossalmente, di essere ricordate tanto per le polemiche quanto per le imprese sportive. E questo, senza ombra di dubbio, è un peccato. Perché lo sport dovrebbe parlare da sé, dovrebbe essere il centro di tutto. Però, quando il contorno prende il sopravvento, diventa inevitabile che anche le parole di un ct si trasformino in un caso. E stavolta, a parlare, è stato uno che di vittorie e di rispetto se ne intende parecchio.








