La Juventus costretta, ancora una volta, a fare i conti con una vicenda giudiziaria che rischia di pesare sul presente e sul futuro.
In casa Juventus l’aria che si respira non è delle più leggere. Quando sembrava che il club potesse finalmente concentrarsi solo sul campo, sui risultati e su una ricostruzione tecnica affidata a nuove figure dirigenziali, ecco che dal passato riemerge una questione capace di rimettere tutto in discussione. Senza ombra di dubbio, è una di quelle storie che i tifosi speravano di non dover più riascoltare, e invece torna prepotente, costringendo la società a rimettere mano a conti, strategie e programmi.
La sensazione è quella di un déjà-vu fastidioso. Si parla di carte bollate, tribunali e sentenze, elementi che negli ultimi anni hanno accompagnato troppo spesso il cammino bianconero. Però questa volta il colpo arriva in un momento delicato, con Damien Comolli al lavoro per ridisegnare la Juventus del futuro. Il dirigente, secondo quanto filtra, sarebbe rimasto letteralmente gelato di fronte all’esito della vicenda, perché l’impatto non è solo simbolico, ma anche economico e gestionale.
La Juve in tribunale, i Giudici hanno già deciso
Per ore, anzi per giorni, si è cercato di mantenere il massimo riserbo. La vicenda affonda le radici in un periodo complesso, segnato dall’emergenza sanitaria globale e da decisioni prese in un clima di assoluta incertezza. Decisioni che, col senno di poi, continuano a presentare il conto. Ed è proprio questo l’aspetto che più preoccupa l’ambiente juventino: il passato che torna e bussa alla porta, chiedendo spiegazioni e, soprattutto, risorse.
Alla fine, però, la verità è emersa in tutta la sua chiarezza. Cristiano Ronaldo ha vinto ancora una volta la sua battaglia legale contro la Juventus. Il tribunale del lavoro di Torino ha infatti respinto il ricorso presentato dal club, confermando il lodo arbitrale che aveva dato ragione al fuoriclasse portoghese. Una sentenza che non lascia spazio a interpretazioni e che rappresenta una nuova battuta d’arresto per la società bianconera.

Ronaldo vince contro la Juve, non deve resitutire nulla (Foto IG @cristiano
– stadiotorino.it)
La questione riguarda gli stipendi “congelati” durante il periodo del Covid, uno dei capitoli più spinosi della gestione economica di quegli anni. La Juventus aveva già provveduto a versare quanto stabilito, ma aveva tentato la strada del ricorso per ottenere l’annullamento del lodo arbitrale. Tentativo respinto in maniera netta. Il giudice ha ritenuto infondate le argomentazioni del club, ribadendo la validità e la natura vincolante degli accordi presi all’epoca.
Di conseguenza, Cristiano Ronaldo mantiene quanto già incassato, una cifra pari a 9 milioni e 774mila euro, a cui vanno aggiunti anche gli interessi maturati nel tempo. Ma non è tutto, perché la Juventus dovrà farsi carico anche delle ulteriori spese legali, un dettaglio che rende il conto finale ancora più salato. Come riportato da Repubblica, la decisione rafforza ulteriormente la posizione dell’ex numero 7 nella lunga disputa giudiziaria.
Per Comolli e per l’intera dirigenza si tratta ora di assorbire il colpo e andare avanti, anche se non sarà semplice. Questa sentenza obbliga il club a rivedere alcune valutazioni e a muoversi con ancora maggiore cautela. Il campo resta centrale, certo, ma senza ombra di dubbio queste vicende incidono sull’equilibrio complessivo di una società che sta cercando faticosamente di voltare pagina. E invece, ancora una volta, il passato torna a presentare il conto.








