Manca ancora molto allo Slam francese, ma Carlos Alcaraz ha già servito un assist a Sinner. L’altoatesino può sorridere in vista del Roland Garros.
Il 2026 del tennis maschile si apre con un conto in sospeso che non riguarda soltanto i trofei, ma l’identità stessa del numero uno del mondo. Jannik Sinner e Carlos Alcaraz sono chiamati a misurarsi lungo l’intero arco dell’anno per stabilire chi, davvero, meriti il primato del ranking. Dopo una stagione 2025 segnata da finali condivise e un’alternanza continua al vertice, la galoppata verso il numero uno passerà inevitabilmente dagli Slam.
E non potrebbe essere altrimenti: è lì che si pesa la grandezza, si misura la continuità e si decide la storia. Il calendario, però, propone subito una dicotomia evidente. Gli Australian Open rappresentano un terreno familiare per Sinner, che a Melbourne ha costruito una sorta di dominio recente, mentre restano un tabù per Alcaraz, ancora a caccia di quel titolo che completerebbe il suo Career Grand Slam. Al contrario, il Roland Garros è il grande sogno mancante nella bacheca dell’azzurro, che pure ha già dimostrato di poter competere alla pari sulla terra, mentre lo spagnolo ha fatto di Parigi uno dei luoghi simbolo della propria ascesa.
È in questo incrocio di desideri e mancanze che si inserisce la narrazione del 2026: due campioni completi, ma non ancora “chiusi”, costretti a rincorrere l’uno ciò che l’altro possiede. Lo scenario si è arricchito di una sfumatura inattesa proprio alla vigilia degli Australian Open. Alcaraz ha scelto di esporsi pubblicamente, chiarendo non solo i propri obiettivi stagionali, ma anche le priorità emotive e sportive che guidano le sue scelte. E lo ha fatto con una dichiarazione destinata a far discutere, soprattutto perché tocca direttamente il rivale.
Alcaraz disposto a tutto, Melbourne è un’ossessione: “La scambierei con il Roland Garros”
Scambierei l’Australian Open con Sinner per il Roland Garros – ha detto Alcaraz, sorridendo ma senza lasciare spazio a interpretazioni. Una frase che racconta molto più di quanto sembri. Da un lato, la consapevolezza che Melbourne è l’ossessione del 2026, il tassello mancante per entrare in una dimensione storica riservata a pochissimi; dall’altro, il riconoscimento implicito che Parigi, oggi, rappresenta una frontiera ancora da conquistare per l’azzurro. Non una provocazione, ma una fotografia lucidissima della rivalità. Nel corso della conferenza stampa, Alcaraz ha anche affrontato per la prima volta il tema della separazione da Juan Carlos Ferrero, spiegando come si tratti di “un capitolo della vita che doveva essere chiuso”, senza strappi né rancori.

Alcaraz disposto a tutto, Melbourne è un’ossessione: “La scambierei con il Roland Garros” – stadiotorino.it (screen Youtube)
Il nuovo assetto tecnico non cambia l’obiettivo: vincere a Melbourne e, se possibile, diventare il più giovane di sempre a completare il Career Grand Slam. È l’obiettivo principale per me nel 2026 – ha ribadito, pur ammettendo che scegliere tra un Australian Open e tre Slam complessivi non è una decisione semplice. Uno scambio che probabilmente Sinner non accetterebbe, soprattutto perché il 2026 dell’altoatesino si basa anche su una continuità nel suo staff, grazie alla conferma di Cahill, cosa su cui invece Alcaraz non può certo mettere la mano sul fuoco.








