Ferrari, il ritorno in pista non convince: tra problemi tecnici e parole sincere dei protagonisti cresce la delusione a Maranello.
L’attesa era carica di entusiasmo, quasi febbrile, però il ritorno in pista non ha regalato le sensazioni che l’ambiente sperava di respirare. Quando si parla di Ferrari, infatti, ogni dettaglio viene amplificato, ogni giro cronometrato diventa un indizio, ogni sguardo nel box un segnale da interpretare. E questa volta l’impressione generale non è stata delle migliori. A Maranello c’è voglia di riscatto, senza ombra di dubbio, ma l’inizio non è stato all’altezza delle aspettative.
Il penultimo giorno di test in Bahrain rappresentava un banco di prova importante. Non solo per raccogliere dati, ma anche per dare un primo messaggio agli avversari. La Ferrari ha scelto di affidare l’intero programma a Lewis Hamilton, chiamato a proseguire lo sviluppo della nuova SF-26 sul tracciato arabo. Una scelta significativa, che conferma la centralità del sette volte campione del mondo nel progetto tecnico della scuderia.
Ferrari è subito delusione, Hamilton non si nasconde
Il bilancio numerico, a prima vista, potrebbe sembrare incoraggiante: 84 giri completati, per un totale di 455 chilometri percorsi. Però i numeri, da soli, non raccontano tutto. La giornata è stata infatti segnata da un inconveniente tecnico che ha condizionato pesantemente la sessione mattutina, rallentando il lavoro previsto e costringendo il team a rivedere parte del programma.
Hamilton, nella prima parte della giornata, è riuscito a percorrere soltanto pochi giri. Nel frattempo i tecnici sono rimasti a lungo sulla vettura, intervenendo con precisione per individuare e risolvere il problema. Scene che nei test possono capitare, è vero, però quando si è Ferrari ogni contrattempo pesa il doppio. L’obiettivo era accumulare dati e continuità, invece la mattinata si è trasformata in una corsa contro il tempo nel box.
Una volta sistemato l’inconveniente, il pilota inglese è tornato in pista poco prima della pausa, riprendendo gradualmente il programma di lavoro. Tra le attività svolte anche una prova di partenza dalla griglia, segnale che il team ha cercato di recuperare terreno senza stravolgere completamente la pianificazione. Nel pomeriggio il ritmo è stato più lineare, ma resta la sensazione di un’occasione sfruttata solo in parte.

Hamilton parla già di delusione Ferrari (Foto IG @lewishamilton
– stadiotorino.it)
Al termine della giornata Hamilton non si è nascosto. Con grande lucidità ha ammesso che le cose non sono andate come previsto. “La giornata non è andata come avevamo pianificato, perché non siamo riusciti a portare a termine l’intero programma. In garage però la reazione è stata eccellente: i ragazzi hanno lavorato con grande precisione per risolvere il problema e rimettermi in pista nel più breve tempo possibile”, ha spiegato il britannico.
Parole che raccontano due facce della stessa medaglia. Da un lato la frustrazione per un lavoro incompleto, dall’altro l’orgoglio per la reazione del team. Senza ombra di dubbio lo spirito nel box resta compatto, però l’inizio non ha dissipato i dubbi che accompagnano la nuova stagione. La concorrenza osserva, prende appunti, e non farà sconti.
La Ferrari sa di dover crescere in fretta. I test servono proprio a questo, a sbagliare ora per non pagare dopo. Però l’impressione è che il margine di errore sia sempre più ridotto. A Maranello nessuno vuole alibi, e i protagonisti lo hanno dimostrato mettendoci la faccia. La pista, come sempre, darà il verdetto definitivo. Ma l’avvio, almeno per ora, lascia più interrogativi che certezze.








